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Ci sono cose che vale la pena raccontare. E altre che sono più interessanti.

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lunedì, 19 maggio 2008

Due film da vedere, uno che sicuramente vedranno tutti e uno che forse non vedrà nessuno:

Gomorra

Un film attesissimo, con la gente a fare la fila e la sala piena. Tratto da un libro da un milione e duecento mila copie solo in Italia. Girato da uno dei pochi veri autori del cinema italiano (Matteo Garrone) e scritto da un gruppo di sceneggiatori tra i più bravi in Italia (tra cui Chiti e il fedelissimo di Garrone: Massimo Gaudioso che qualche tempo fa ho avuto il privilegio di conoscere).

Un film che forse se non avesse avuto quel titolo così ormai sulla bocca di tutti non avrebbe avuto lo stesso impatto nella distribuzione, sarebbe stato costretto a macinare passo dopo passo tutto, biglietto dopo biglietto, la sua strada per farsi largo tra i colossi italiani e non. E invece il giorno dell'uscita è già successo e la strada dei David prima e della nomination dell'Oscar poi, sembra già scritta.

Un film italiano come ne capitano pochi, con un cast di attori eccezionali, moltissimi esordienti. Un tuffo moderno nel neorealismo, senza ammiccamenti ed emozioni facili. Solo fatti e storie e un buon sapore amaro in bocca.

Il fatto che al film tocchi essere sottotitolato per essere compreso al di fuori della Campania come fosse un film indiano la dice lunga sul micromondo che vive a Napoli e dintorni.

L'altro:

Un baiser s'il vous plaît (Solo un bacio per favore)

Una commedia francese delicata e scritta benissimo, teatrale nell'impostazione ma profondamente cinematografica nel racconto, con personaggi delineati in maniera precisa e curiosa. Un sapore dolce amaro, come tanti prodotti francesi. Intellettuale ma non troppo. Purtroppo distribuito con fatica (da un mio caro amico) in quanto prodotto riservato ad una piccola nicchia di pubblico (in una sala da 200 posti eravamo in 6 alla proiezione).

 

Postato da: creativamente a 12:16 | link | commenti (2) |

sabato, 17 maggio 2008

Già sulla mia libreria fa bella mostra di sè il premio in plexiglass che poco fa il nostro cortometraggio "Bagno d'Adama" ha vinto al fesival "48 hour film project" di Roma per il miglior uso del genere cinematografico affidato.

Inoltre ci portiamo a casa la nomination per il premio come miglior film e gli applausi e le risate più grasse della giornata di oggi.

ps: quando ho ritirato il premio sono salito sul palco con ciambella salvagente e collana di fiori...

Postato da: creativamente a 03:00 | link | commenti (2) |

giovedì, 15 maggio 2008

Per chi desiderasse vedere in anteprima in sala e votare per il premio del pubblico il corto "Bagno D'Adama" con la mia sceneggiatura e la regia di Alessio Muzi l'appuntmento è venerdì pomeriggio verso le 14:30 presso il Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Sapienza Università di Roma, in Via Salaria 113. Nel pomeriggio verranno proiettati tutti i corti che hanno partecipato al concorso e in serata ci sarà la premiazione.

Postato da: creativamente a 12:27 | link | commenti |

domenica, 11 maggio 2008

Ormai le 48 ore previste dal concorso 48 hours film project per creare un cortometraggio stanno finendo. Alle 19 c'è la consegna.

Il genere che è capitato al nostro gruppo, Amuzing, è il genere Holiday. Film di vacanza.

Un genere che in italia ha illustri riferimenti. Vedi Boldi e De Sica, Vanzina, e andando più indietro Panarea e poi Sapore di mare. In tempi recenti da segnalare anche Vita Smeralda di Jerry Calà con Fabio Fulco, Giorgio Alfieri, vari tronisti, etc.

Abbiamo lavorato tutta notte al computer macinando idee e contemporaneamente contattando tutti perchè ogni cosa fosse pronta per il giorno dopo: la storia da scrivere, gli attori da convocare (Chi? Ancora non sappiamo i personaggi?), le location da trovare (Per girare che scene?), costumi, scene, trucco, oggetti...

E così mentre noi scrivevamo, gli altri passavano la serata al telefono.

Alle 6 della mattina la sceneggiatura era pronta. Il titolo: Bagno D'Adama.

Le riprese sono durate tutta la giornata di ieri, fino a notte fonda.

Ne è uscito un piccolo capolavoro trash molto divertente.

Dalle foto qualcosa si intuisce....

riprese balletto

ballo

Postato da: creativamente a 14:48 | link | commenti (4) |

venerdì, 09 maggio 2008

Oggi ricomincia l'avventura del 48 hours film project, un progetto internazionale che coinvolge centinaia di filmmakers sparsi in oltre cinquanta città su e giù per il mondo, da New York a Singapore, da Tel Aviv ad Atene .

L'idea è quella di ideare, scrivere, girare e montare un cortometraggio in 48 ore. L'organizzazione assegna ad ogni gruppo un genere, un personaggio, un oggetto e una battuta da inserire nel corto, il resto (!) è libero.

L'anno scorso con il genere supereroi, il personaggio di una maestra d'arte, le pagine gialle e una battuta su uno strumento musicale abbiamo creato Fionda la Nana (qui il resoconto di quell'esperienza) che ha girato un po' di festival, vinto qualche premio e che sarà l'11 maggio verso mezzanotte in onda su RAISAT (oppure qui).

Quest'anno si riparte stasera alle 19, più o meno con la stessa squadra. Io, come l'anno scorso, mi occuperò della sceneggiatura.

Sabato mattina all'alba si incomincerà a girare: ci aspetta una lunghissima notte di veglia...

Postato da: creativamente a 09:30 | link | commenti (1) |

mercoledì, 07 maggio 2008

La mia 500 è stata avvicinata in un parcheggio da un camper un po' particolare...

Il camper di Stranamore

Ha forse litigato con una Smart?

Postato da: creativamente a 14:51 | link | commenti (1) |

venerdì, 02 maggio 2008

Oggi mi sono armato di macchina fotografica e mi sono buttato in metropolitana per sbucare a Re di Roma e fare un po' di foto al Concerto del Primo Maggio, il primo concerto sotto il "controllo" della prima giunta di Destra a Roma.

Nulla è cambiato.

Sono stato a qualche concerto i primi anni che ero a Roma e tutti erano caratterizzati da una bolgia umana sudata e ballerina, canne e altre droghe diffuse in grande quantità, birra, vino, gente che sta male, bandiere rosse, venditori abusivi e la musica. Ah sì, c'è anche la musica di solito a questi concerti, ma è la parte meno importante. Di solito chi è interessato a quello de lo vede da casa.

concerto primo maggio

Anche quest'anno, con Alemanno sindaco, tutto è uguale. "Bella Ciao" compresa, cantata a squarciagola anche da ragazzine che non sanno nemmeno cos'è stata la resistenza.

Faccio foto qua e là e subito vengo scambiato per un reporter di qualche giornale. Tutti mi chiedono per chi stia facendo foto e quando dico che le faccio per me mi guardano perplessi.

il bacio del comunismo

In molti si mettono davanti all'obiettivo e vogliono farsi fotografare. Qualcuno mi chiede di fargli una foto, "Così se poi magari le vendi a qualcuno io divento famoso" mi dice un ragazzo ubriaco. Io scatto.

La piazza è piena di simboli. Bandiere, magliette, volantini, giornali. I simboli sostituiscono le idee.

Tutti vogliono dire qualcosa, ma non sanno bene cosa. Per non sbagliare abbracciano un'ideologia qualunquista, come del resto fanno queste grandi manifestazioni di piazza. "NO alle morti sul lavoro" dice questo primo maggio. Perchè? C'è qualcuno che dice "SI alle morti sul lavoro"?

Da segnalare delle bellissime cartoline pubblicitarie di monster.it, un'agenzia per trovare lavoro on line, che riportavano immagini di Santi dell'epoca moderna, sulla scia del San Precario che tanto aveva fatto parlare di sè. Tra i vari santi c'è "Sant'ingegnere senza potere" oppure "San Laureato male impiegato".

Ad un certo punto un diversivo. Un ragazzo drogato si sente male. Un suo amico urla: ha solo fumato erba e basta!

Lo prendono e lo caricano su una barella. Qualcuno si spaventa. La maggior parte della gente continua a ballare o a bere, alla faccia di Alemanno e di quel drogato.

via in barella

Oh, che divertimento in questa grande piazza!

A fatica torno verso la metropolitana proteggendo la mia macchina fotografica dagli attacchi esterni implacabili e non discriminanti.

Ora vedo alla tv che la maggior parte delle persone è ancora là. Sempre alla faccia di Alemanno.

Il quale ha problemi più importanti di cui occuparsi, come la teca dell'Ara Pacis.

ubriacarsi

Come è difficile la vita del sindaco...

Postato da: creativamente a 00:45 | link | commenti |

domenica, 27 aprile 2008

Ricordo perfettamente la prima volta che comprai un cd.

Fino a quel momento avevo solo cassette, poche originali, molte con canzoni registrate dalla radio (tutte mozze, tutte con qualche parola di speaker sopra).

Era il 1995, e i cd che comprai furono "The Memory of trees" di Enya e "Something to remember" di Madonna, acquistati in un negozio di musica ed elettronica di Mariano Comense.

Ora è un pezzo che non compro più cd, preferendo per gestire la mia musica il formato digitale, più pratico per creare un archivio di moltissime canzoni.

Solitamente scarico musica da Itunes ma quest'ultima volta, per il nuovo album di Madonna, ho effettuato il download dal sito del Corriere della Sera che vende a 11.90 euro la versione deluxe del disco.

Ora però ho un problema di gestione: i file che ho scaricato, protetti da licenza, li posso ascoltare solo sul pc con windows media player. Ho provato a caricarli nella libreria di itunes convertendo il formato ma l'operazione mi viene impedita, con la conseguenza di non poterli caricare sull'ipod e quindi non poterli ascoltare nè in mobilità, nè in macchina, dove collego il mio lettore all'auto.

Ho provato così a masterizzare un cd per poter eventualmene riacquisire i file ma anche questa operazione non è autorizzata. Ho provato a trasferire i file sul mio secondo computer ma in questo caso, senza licenza, nemmeno li posso ascoltare.

Alla fine ho cestinato i file.

E ho scaricato illegalmente l'album da una rete peer to peer.

Da anni ormai è in atto una rivoluzione della gestione della musica, ma fino a quando le case discografiche non si mostreranno più agili nella gestione dei propri diritti, gli acquirenti saranno costretti a cercare da altre parti quello che non possono comprare. Scoprendo così di poterlo avere facilmente gratis.

E se poi ci si abitua è difficile, difficilissimo tornare indietro.

Postato da: creativamente a 13:42 | link | commenti (4) |

venerdì, 25 aprile 2008

Uguali e diversi.

bianco e nero

Una giornata di riposo senza colore.

Postato da: creativamente a 22:31 | link | commenti |

giovedì, 24 aprile 2008

Vorrei iniziare la mia giornata lavorativa come nel call center di precari (Multiple, a brand new world) del film di Paolo Virzì, Tutta la vita davanti.

Con un balletto motivazionale.

E una capa che mi urla: "Perchè voi siete persone..." e tutti noi "speciali!" e ancora lei "E fate un lavoro..." e noi "speciale!". Per finire con un Buongiorno al lavoro accompagnato da un applauso e abbracci e baci.

Il trash è motivazionale.

Postato da: creativamente a 14:34 | link | commenti (1) |

sabato, 19 aprile 2008

Da pochi giorni in Italia è andata in onda l'ultima puntata di Gossip Girl, una nuova serie per adolescenti che sta spopolando in America. In realtà si tratta dell'ultima puntata per ora andata n onda in USA dove da settimana prossima ricominceranno ad essere trasmessi gli ultimi episodi della prima serie la cui messa in onda era stata interrotta a causa dello sciopero degli sceneggiatori. In Girl è andato in onda su Mya, un canale Premium del digitale terrestre, e probabilmente sarà su Italia Uno dal prossimo autunno.

Ho iniziato a guardare questa serie, nella versione in inglese, quasi per caso. Non sono riuscito a staccarmi, rapito da quel mondo di teenager da cui sono già lontano da un pezzo.

Gli episodi raccontano di un gruppo di ricchissimi figli di papà newyorkesi, Serena Van Der Woodsen e Blair Waldorf in testa,  che vivono nell'upper east side tra limousine e feste, alcol e raccomandazioni, droghe e genitori ingombranti.

Niente di più lontano dal mio mondo e in generale dal mondo che frequento, per di più tutto è molto esagerato e un po' stereotipato (c'è il ballo delle debuttanti, la serata di beneficenza, la festa di notte nella piscina della scuola) ma proprio per questo si rimane incollati davanti a questa versione east cost di Beverly Hills 90210, cult della mia generazione di adolescenti.

In Gossip Girl i protagonisti hanno valori cui sono disposti a rinunciare in qualsiasi momento e senza troppo danno, vivono con la leggerezza di chi sa che tanto può avere tutto dalla vita in qualsiasi momento, usano i sentimenti come l'accessorio più importante per essere considerati da tutto il mondo dei Giovani con la G maiuscola.

Insomma sono personaggi odiosi ma proprio per questo non puoi fare a meno di guardarli. E pensare che la tua adolescenza fatta di brufoli, autobus, birrette e pochi soldi forse non è stata poi così male...

Postato da: creativamente a 14:53 | link | commenti |

martedì, 15 aprile 2008

Sto trascurando il blog , non ho giustificazioni. Questo è sempre stato il posto dove mi mettevo e scrivevo, lavoravo con le parole raccontando storie. Voglio che lo sia sempre, ma in questo periodo sto scrivendo anche altre cose e per di più la mia vita è abbastanza incasinata in queste ultime settimane, senza giorni di pausa dal lavoro, in giro per l'Europa o chiuso in sala di montaggio.

Ma ci sono sempre, e tornerò presto anche qui.

Postato da: creativamente a 21:58 | link | commenti (3) |

domenica, 06 aprile 2008

Tra le tante cose belle del mio lavoro c'e' anche il fatto che da un giorno con l'altro mi chiedano di partire per fare qualcosa e che mi dicano che la destinazione sia fuori dall'Italia.

Come e' successo due giorni fa.

Nella lista delle cose brutte ci posso mettere: che ho poco tempo e devo lavorare moltissimo, che non riesco quasi mai a guardarmi in giro, che non capita tutte le settimane, che non sono con chi vorrei, che torno domani.

La lista delle cose belle pero' e' molto piu' lunga...

Postato da: creativamente a 21:27 | link | commenti (5) |

domenica, 30 marzo 2008

Avevo un'età in cui ero ancora bambino, ma volevo già farmi chiamare ragazzo. Ero nel gruppo dei lupetti del mio paese, pronto per diventare esploratore senza averne troppa voglia. In quel periodo la domenica era giornata di messa e gita nei boschi, e già da allora prediligevo la seconda parte della giornata.

Di solito si andava dalle parti di San Martino o al Ronco Grande, poco fuori dal paese, ma spesso ci si avventurava su verso il lago di Como o nel Leccese, dove iniziano ad arrampicarsi le montagne.

Tra tutte le uscite me ne è da sempre rimasta impressa una che facemmo in una città dei balocchi deserta. Me la ricordo come fosse oggi: un gruppo di costruzioni fantastiche abbandonate in mezzo ad un bosco, con le vernici coorate che si scrostavano piano piano e la muffa che si spandeva su tutto sensa distinzione.

Oggi, grazie a mio fratello, ho ricostruito il nome del posto: Consonno, frazione di Olginate, provincia di Lecco.

La storia di Consonno sembra venire fuori direttamente da "Miracolo a Milano" o un film di quel tipo, dove ricchi industriali sbavano le proprie smanie su poveracci senza arte nè parte.

Tutto partì quando nel gennaio del 1962 un Conte che di cognome faceva Bagno acquistò da un gruppo immobiliare tutta un'intera frazione del paese, comprese bestie, campi, prati e alberi per 22.500.000 lire. Gli abitanti della zona vennero fatti sfollare e raccolti in un casermone costruito ad hoc poco lontano (a tal proposito chi ha un'oretta di tempo si veda questo documentario della TV Sizzera) e il paese venne raso al suolo completamente, con l'esclusione della chiesa.

Il Conte Mario Bagno aveva un sogno. Un sogno affascinante e potente, da vero boom economico. Voleva trasformare quel luogo ameno in un punto di riferimento per l'intrattenimento d'Italia e d'Europa.

E partì con le ruspe e con il cemento.

Fece costruire alberghi e ristoranti, night club e sale concerti, bar e negozi. Inoltre diede libero sfogo alla fantasia e al potere dell'immagignifico e nacquero torri medioevali, minareti, dischi volanti, pagone e sfingi. Da Cinecittà fece arrivare pezzi di scenografie, cannoni usati nei film e sculture. Scavò uno stagno artificiale e gli mise delle barche da parco giochi, costruì giostre e svaghi di ogni tipo.

Fino al giorno dell'inaugurazione, nel 1968, quando migliaia di persone si riversarono nella valle con le loro automobili rombanti, spettatori di tutto il massimo che si poteva pensare per l'intrattenimento negli anni sessanta.

Ma il progetto del conte Bagno non era finito: mancava un circuito autmobilistico panoramico, un campo di calcio, un campo di pallacanestro, campi da tennis, da bocce, un minigolf, un lunapark, uno zoo, una pista di pattinaggio e mille altre cose.

Poi ci fu la recessione e una frana. Era il 1976 e la valle si rivoltò al progresso.

Una parte di montagna staccatasi probabilmente in seguito ad un terremoto bloccò per mesi l'unica strada asfaltata per Consonno, impedendo così l'accesso alla Città dei Balocchi.

Per Consonno fu la fine.

Il sito venne abbandonato fino a morire negli anni '80. negli anni '90 tentò una rinascita con una casa di riposo costruita dentro al night e nel 1995, anzianissimo e irriducibile, morì il Conte Bagno.

Oggi consonno è una città fantasma su cui svetta ancora oggi il minareto. "E' roba che non è da cristiani" dice la gente del paese, che sostiene di aver visto qualcuno andare là sotto a pregare.

Dello sfarzo e del lusso rimane il ricordo che ha un fascino forse ancora maggiore. E con il ricordo le scritte dei motti della Las Vegas Brianzola che ancora si arrugginiscono sotto la pioggia prealpina: A Consonno il cielo è sempre più azzurro, A Consonno è sempre feste, Consono è il paese più piccolo ma più bello del mondo.

Sono molti gli esploratori urbani che si spingono fno a lì, cercando nelle vestigia un ricordo da portarsi a casa, come io me lo sono portato a casa quasi vent'anni fa senza abbandonarlo fino ad oggi.

Postato da: creativamente a 15:20 | link | commenti (4) |

sabato, 29 marzo 2008

Luci basse, molta confusione, poco rumore. Arrivo al Casinò di Mendrisio, Svizzera, che è notte inoltrata e la maggior parte delle persone già dorme. Noi no. Abbiamo attraversato il confine a Chiasso, dopo aver provato ad attraversalo a Maslianico trovandoci davanti un'immagine da reportage di guerra: fil di ferro, inferiate e lame per tagliare le gomme delle auto. Non sapevamo che dopo una certa ora, la notte, questo confine chiude.

Il casinò di Mendrisio è come quello di Lugano, senza pretese e popolare. Molto lontano da quello di Campione d'Italia, dove quando ero stato c'era l'obbligo di cravatta e giacca. Questo Casinò è costruito all'interno di Fox Town, un grande Centro Commerciale che attira tutta la gente del comasco e del milanese con gli sconti da outlet.

Cambio cinquanta euro in fiches deciso a non lasciare di più tra quelle sale. Il tavolo verde, che qui è blu, mi attira. Attorno ai 36 numeri si affollano moltissime persone. I tavoli sono tanti e tante le palline bianche che girano, ma i giocatori sembrano ancora di più. Si punta poco, il minimo è 5 franchi, ma c'è gente che gioca su diversi tavoli decine di fiches. Nassa piena, due con cinque, sei tredici e orfanelli. Parlano in linguaggio incomprensibile, ma vincono spesso, e spesso perdono. Non ci vuole molto per far fuori i miei cinquanta euro senza vincere niente, ma il tempo passa veloce a guardare i personaggi che avidamente mettono e tolgono fiches. Moltissimi gli italiani, tanti i cinesi e i giapponesi. Non sono ricchi, ma sono arricchiti. Capelli unti e occhiali sporchi, camicia stropicciata e pancia enorme. Quasi tutti uomini, ma le donne non mancano. Truccatissime, pettinatissime, fumano e bevono e puntano fiches rosa.

Poco prima di uscire metto i due franchi che mi avevano dato di resto al cambio delle fiches nelle slot machine. Vinco venti euro.

Torno in Italia attraverso il deserto, percorrendo le strade costellate di rotonde e pochi semafori (con il verde anticipato dal giallo).

E' la Svizzera, terra di montagne banche e Casinò.

Postato da: creativamente a 15:29 | link | commenti (2) |