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Ci sono cose che vale la pena raccontare. E altre che sono più interessanti.

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mercoledì, 31 maggio 2006

Notizia per chi, come me, si spulcia i dati auditel ogni giorno. Anche solo per curiosità.

Prima dal sito di mediaset si poteva accedere ai dieci programmi più visti per ogni canale con il dettaglio dell'audience e dello share. Da un po' di tempo però la pagina è stata modificata e si può vedere soltanto il resoconto per fasce. C'è però un gap: se dall'homepage di mediaset si clicca su "laboratorio TV" si arriva a questo sito. In alto a destra c'è un link ai dati d'ascolto. Cliccate e arriverete alla vecchia pagina dei dieci programmi più visti per ogni rete.

Postato da: creativamente a 23:04 | link | commenti (2) |

lunedì, 29 maggio 2006

 

Ho la faccia rossa di sole e la barba più bionda per due giorni passati al mare, al Circeo, nel basso Lazio. Un posto da cartolina che sembra la Sardegna, con le dune bianche di Sabaudia, le grotte, gli scogli, il mare azzurro, i paesini arroccati e i laghi salati.

Il tutto con una persona speciale che ha reso tutto ancora più bello...

Postato da: creativamente a 13:17 | link | commenti (3) |

venerdì, 26 maggio 2006

Chi mi conosce sa che non amo per niente la natura e sa che più che visitare montagne e spiagge, amo intrufolarmi per viuzze e viali, tra negozi e ipermercati, tra bar e bettole. E tra i paesini e le città, scelgo decisamente le città, le metropoli.

E nelle metropoli sta crescendo un fenomeno che mi affascina moltissimo. E' nato in Inghilterra (qui uno dei siti) ma si sta diffondendo anche in Italia (qui un blog italiani, a dire la verità un po' scarno). Si chiam URBEX, e si tratta di esplorazione urbana. Armati solo di macchina fotografica e curiosità, giovani ragazzi si intrufolano in vecchi complessi industriali, ospedali, manicomi,... attraverso cunicoli, sotterranei, aperture nelle reti, senza scassinare nè forzare serrature. E senza toccare nè rovinare niente, lasciando dietro di sè solo le proprie impronte. 

Ho visto delle foto che fanno mozzare il fiato. Enormi ambienti desolati in cui puoi "sentire" il vuoto di qualcosa (qualcuno) che non c'è. 

Voglio trovare un gruppo di urbex romani e provare un'esplorazione...

Perchè l'uomo fa le cose meglio di Dio.

Postato da: creativamente a 16:33 | link | commenti (4) |

giovedì, 25 maggio 2006

Sicuramente mi sopravvaluto, ma mi sento forte, sento di poter fare tutto, sento di essere un vincente, di meritarmi grandi cose dalla vita.

Capitano però giornate in cui mi sento debole e emotivamente fragile. Basta un messaggio, una parola detta o non detta, un discorso ascoltato, una musica alla radio, una trasmissione in tv, e tutto sembre molto più difficile e io non mi sento poi così forte.

Per fortuna si tratta solo di alcune giornate, di alcuni momenti isolati. E la crisi non è vera crisi, e il sorriso torna in fretta. E con il sorriso sono certo di poter affrontare tutto.

Postato da: creativamente a 22:31 | link | commenti (5) |

mercoledì, 24 maggio 2006

Il fanatismo è a suo modo affascinante. Spesso, per lavoro e non, ho a che fare con fan. con le loro passioni e le loro manie che crescono all'interno di un gruppo e del gruppo si alimentano. Più forti e strampalate quando si hanno quindici anni, ma ugualmente pazze quando di anni se ne anno cinquanta. Il fanatismo è sano, un po' patetico forse, ma fa stare bene...

Postato da: creativamente a 22:48 | link | commenti (1) |

oggi ho comprato una bicicletta. una mountan bike da pochi soldi, ma con i cambi e tutto il resto. grigia metallizzata. è da un po' che volevo prenderne una, mi piace l'idea di girare per Roma in bicicletta... Oggi però ho affrontato tutto il percorso dalla stazione termini a casa senza allenamento, con il fiato corto, e le ruote non gonfiate perfettamente. una faticaccia. dovrò farci allenamento. non vado in biciletta da quando avevo 13 anni e una bici rossa con cambi shimano e la catena che cadeva sempre. io e mio fratello in giro per il paese. fino ad oggi.

penso che domani mi faranno male le gambe...

Postato da: creativamente a 00:09 | link | commenti (5) |

lunedì, 22 maggio 2006

Madonna, quella come una vergine, nel suo nuovo tour si fa crocefiggere. Come fa Mietta, quella di trottolino amoroso, nel nuovo video.

L'avrà copiata?

Postato da: creativamente a 18:51 | link | commenti (6) |

martedì, 16 maggio 2006

Sto finendo di vedere la prima puntata di Bar Wars, il primo reality (con tanto di nominations ed eliminazioni) prodotto appositamente per SKY VIVO. Le aspettative erano tante, forse troppe. Il risultato è stato deludente. E deludente è dire poco. L’idea è forte e se ne parlava già dal 2001 (doveva farlo Italia Uno, inizialmente). La prima puntata però mi ha fatto un po’ cadere le braccia. Partiamo dall’unica cosa bella: la location con il sole, il mare, il cielo azzurro, ragazze in costume e ragazzi a petto nudo. E ora vediamo il resto…
La trasmissione inizia con uno spiegone da parte dei due conduttori delle regole del gioco, spiegone fatto in maniera piatta e senza ritmo- Da lì si passa all’’ aeroporto dove si attende per un tempo infinito l’arrivo dei primi concorrenti, con Tommy che guarda il tabellone e controlla l’orologio. Poi eccoli arrivare, tutti insieme. E tutti insieme salire su un monovolume, e qui conosciamo i concorrenti per la prima volta. In un monovolume? Con una sola camera che cerca di spostarsi da una faccia all’altra, l’auto che sobbalza e il sole che entra troppo forte dai finestrini. E molti dei concorrenti non si vedono nemmeno… quelle della seconda fila sono impallate dai poggia testa (potevano almeno toglierli, no?) e le altre sono nascoste da enormi occhiali da sole.
Dopo una breve autopresentazione (l’unico momento in cui si vede bene in faccia il concorrente, anche se spesso controluce) i gruppi raggiungono il posto dove vivranno. Il fatto di girare sempre con una sola camera (esigenza produttiva) fa si però che non si abbia mai un primo piano, un piano d’ascolto, un’espressione… elementi essenziali in un reality all’italiana, che più che di azioni vive di emozioni. Spesso poi questi totaloni sono sovraesposti, mal inquadrati e soprattutto hanno quasi sempre l’ombra del cameraman o del boom in campo. Per non parlare di quando la camera è (spesso) fuori fuoco. Ma i problemi più grandi li ha l’audio: una sola camera non permette di collarinare tutti quanti, ma almeno il conduttore che accompagna il gruppo, beh quello si poteva microfonare! Troppo spesso le voci sono lontanissime, sporcate dal vento, confuse, e il fatto di non essere aiutati dalle inquadrature a capire chi parla rende il tutto più difficile da seguire. Il risultato è che spesso ci sono lunghe sequenze in cui non si capisce di cosa si stia parlando, e sembrano non raccontare niente.
Certamente molti dei problemi non si possono risolvere, poiché sono intrinseci di un programma low budget che deve produrre così tanto ogni giorno. Molte altre cose però si sarebbero potute fare meglio, a partire dalla presentazione dei concorrenti, di cui ancora non sono riuscito a memorizzare un volto o un nome. Un programma del genere poi sarebbe una forza se usasse delle clippettine musicali, ma non so se non ce ne sono per un problema di costi del diritto d’autore o per tempistica di montaggio.
Ma forse è solo l prima puntata, forse dalla prossima cambia tutto. Lo spero, perché il format lo merita.

Postato da: creativamente a 01:39 | link | commenti (11) |

lunedì, 15 maggio 2006

L'aereo di linea più piccolo su cui abbia mai viaggiato.

Trenta posti, di cui solo dieci occupati. il tutto tenuto in mezzo al cielo da due eliche giganti.

Postato da: creativamente a 09:47 | link | commenti (4) |

domenica, 14 maggio 2006

Davanti ad una pista ciclabile, lunga circa dieci metri, a Prati, in viale Angelico, a Roma

Postato da: creativamente a 21:20 | link | commenti (1) |

venerdì, 12 maggio 2006

l'altro giorno al lavoro c'era un fonico di presa diretta, quello che se ne va in giro con un microfono appeso ad un'asta (boom), che aspettava di girare. Sulle (nelle) orecchie le cuffie collegate alla camera. C'era da aspettare un po' prima di girare, ma non abbastanza da mettere tutto a terra. Così, per ingannare il tempo, il fonico guardava la tv. Ma con le cuffie enormi non sentiva le parole e così, invece di togliersi le cuffie, puntava il boom contro le casse della tv...

Follie degli operatori televisivi...

Postato da: creativamente a 21:12 | link | commenti |

martedì, 09 maggio 2006

Fino a diciotto anni avevo volato cinque volte. Ma io dicevo dodici. Calcolavo l'andata e il ritorno e gli scali. Ne avevo fatti due. Contavo in decolli e atterraggi. E di decolli ne avevo fatti dodici. Ora non so più quanti decolli ho fatto. Un centinaio forse, forse molti di più. Ci sono periodi durante i quali, per lavoro, le ruote sotto di me si staccano da terra anche quattro o cinque volte alla settimana. Nonostante tutto chiedo sempre un posto finestrino.

Mi piace guardare sotto, e vedere il mondo che si stacca e diventa piccolo.

Postato da: creativamente a 10:16 | link | commenti (10) |

venerdì, 05 maggio 2006

Mi piacciono le persone che si entusiasmano, che hanno passioni. Persone che si gasano, che si infiammano quando parlano di qualcosa. Che sia la Roma, che sia il cinema d'autore, che sia Batman, che siano i reality show. Mi piace chi ti sa trasmettere con le parole il suo entusiasmo, lo si vede dalle vene del collo, dagli occhi che brillano, dalla faccia tesa.

Starei ore ad ascoltare persone così.

Postato da: creativamente a 12:23 | link | commenti (6) |

mercoledì, 03 maggio 2006

I carri armati spingono contro la linea di confine verso l'esercito nemico. La differenza numerica è grande, ma in queste battaglie la componente della fortuna è imprescindibile e fondamentale. Lo scontro è decisivo, da qui si indirizzerà l'esito dell'intera guerra. Tensione. Sudore. Morti. Uno dopo l'altro, cadono come foglie ad ogni tiro di dadi. Un sei cinque tre batte definitivamente un misero due, ultimo carro armato in grado di rispondere all'attacco nemico. La battaglia è persa, e anche il raggiungimento dell'obiettivo finale sembra lontanissimo... C'è solo da sperare in un tris. E che non sia di cannoni. Risiko è un gran bel gioco.

Postato da: creativamente a 11:47 | link | commenti (2) |