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Ci sono cose che vale la pena raccontare. E altre che sono più interessanti.

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lunedì, 28 febbraio 2005

 

il sole tramonta ora qui ai caraibi. presto, come fa da noi in inverno. fino ad un attimo fa ero sulla spiaggia dello split, una zona dell-isola tagliata in due qualche anno fa da un uragano, dove una dj reggae pompava musica mentre tutti, me compreso, bevevano un Lizard, un cocktail verde a base di rum e lime con altre aggiunte non specificate.

oggi abbiamo noleggiato maschera e boccaglio per fare snorkeling attorno all'isola. il fondale e' magnifico, con pesci di tutti i colori e le rovine causate da qualche uragano sul fondo. nuotando mi sono spinto fino ad caye qui accanto. l'isola e' completamente allo stato brado, ho fatto qualche metro e mi sono trovato nelle sabbie mobili. da film. affondavo fino al ginocchio. mi sono tirato duori e ho raggirato la palude. mangrovie. mangrovie. mangrovie. palme. palme. e qualche altro albero sconosciuto. centinaia di granchi attorno. e animali che lanciavano dibili (uccelli?). sono tornato all'isola.  ancora mi fanno male le gambe per quanto forte ho nuotato...

ieri sera e oggi abbiamo avuto a che fare con l'altra faccia del paradiso. qui a caye caulker c'e' una sola banca ed e' chiusa il sabato e la domenica. per di piu' non ha un bancomat. nessuno nell'isola accetta pagamenti in pesos o euro.

noi ci siamo ritrovati quindi senza soldi...

per fortuna un hotel ci ha fatto il favore di cambiarci cento euro e con questi dobbiamo tirare fino a domattina... vedremo.

domani si torna. nel pomeriggio fuoribordo per belize city, autobus per chetumal e poi cambio autobus fino a cancun. da li' volo per philadelphia. cambio volo e arrivo a roma... una faticaccia ma ne e' valsa la pena.

la prossima volta che aggiornero' il blog saro' a roma...

 

maliconia...

 

(guardo fuori dalla finestra, vedo il mare. ormai il sole e' gia' tramontato)

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sabato, 26 febbraio 2005

 oddio... dove sono finito?

mi aspetttavo un bel posto, ma non cosi'!

dopo aver lasciato palenque siao saliti sul bus. eravamo un bel gruppone con il quale abbiamo trascorso gli ultimi giorni. in tutto eravamo dieci persone. da tutta italia. io e zeno siamo quelli che soo scesi prima e, alle 4 della notte, ci siamo ritrovati in una stazione dei bus deserta con qualche messicano e un paio di americani. alle 5 parte il bus che ci fa passare la frontiera con il belize...

e il paesaggio cambia. il paesaggio umano soprattutto. arrivati a Belize City ne ho la conferma. Qui il 90% delle persone e' discendente dagli schiavi neri, e di negroide ha le sembiane e le abitudini, mescolate pero' (ed e' queto il bello) a tradizioni e modi di fare molto british il belize era un ex colonia inglese, e qui infatti devo disimparare a parlare spagolo, anche se faccio dei pastrocchi unendo italiao inglese e spagnolo).

comunque la citta' sembra pericolosa e ci rimaniamo giusto il tempo di prendere un fuoribordo che in un ora ci porta qui, nel paradiso.

il paradiso sulla terra si chiama Cayes Caulker ed e' unn'isola minuscola abitata da pochi rasta che vendono collanine e mariuana, e duecento turiti massimo. tutti molto discreti.

le poche costruzioni sono efficenti e pulite, molto piu' del messico. e qui in Belize la vita e' molto piu' cara. sui dollari (!) beliziani c'e' la faccia della regina Elisabetta (!)

noi abbiamo preso una bellissima cabana sulla spiaggia, costruita su ua palafitta e dotata di tutti i confort. fuori solo sole palme mare e sabbia bianca.

la temperatura dell'acqua oggi mezogioro era attorno ai 35 gradi.

Postato da: creativamente a 21:52 | link | commenti (3) |

palenque.

sto aspettando che parta l'autobus. parte alle nove.

oggi siamo stati alle cascate di agua azul. immensa massa d'acqua dello stesso colore del cielo che si muove in un percorso lunghissimo saltellando nella giungla.

poi subito dopo alla cascata di misol - ha. qui c'e' un salto di decine di metri e l'acqua si schianta su un piccolo lago. scenario di un film da favola.

dopo le cascate e' stata la volta del sito maya. questo di palenque e' il piu' inesplorato, il piu' selvaggio. ci si adentra nella giungla e ci si arrampica sulle piramidi. peccato che abbiamo avuto poco tempo...

nel silenzio del sito archeologico vuoto, quando il sole tramontava e iniziava a salire un venticello che ti rinfresca, abbiamo sentito i mugiti delle scimmie urlatrici. da brivido.

ma la cosa che piu' continua ad affascinarmi e' la vita, sono le persone...

qui fuori dall'internet point c'e' il carneval di palenque. centinaia di ragazzini ballano salsa e merengue vestiti con abiti tradizionali mentre i genitori entusiasti li filmano. piu' indietro gli indios travestiti (gli uomini con delle armature di bamboo e le donne con un veli colorati) inscenano episodi di storie a me sconosciute dove gli uomini si avventano sulle done ma un gruppo di bimbi vestiti da giaguaro li mette in fuga.

alle 21 ora locale si prende il pulmann, verso le 4 arriviamo a chetumal, nella parte bassa dello yucatan. l¡ aspetteremo un bus collettivo per passare la frontiera con il belize ed arrivare in mattinata a Belize City. Da qui ci imbarcheremo per un isola caraibica molto poco turistica... un paradiso da cartolina dove non ci sono macchine ma solo biciclette. due giorni. di piu' non ci resisterei. poi si torna.

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venerdì, 25 febbraio 2005

oggi canyon.

in barca lungo un fiume in mezzo ad un canyon alto fino ad un chilometro. un'esperienza unica. con un paesaggio da film, tra scimmie, alligatori e altri animali.

oggi sono ancora a San Cristobal. e' la prima citta' in cui ci fermiamo piu' di un giorno, ma ne vale la pena. qui c'e' tutto quello che cerco in una vacanza: un mondo diverso da scoprire, con diverse abitudini e diversi stili di vita, un bell'albergo (lussuoso ma particolare), la vita della grande citta', la cultura, i negozi, i souvenir, i sorrisi, i locali dove andare la sera...

ieri siamo stati in un b aretto dove un gruppo caraibico suonava reggae e ska e un popolo multietnico e multicolore ballava bevendo SOL. e nelle pause che il gruppo si prendeva, un cd mandava gli ultimi successi pop latini, o salsa, merengue e cose cos¡. e le stesse persone ballavano. e' bella questa completa commistione di generi musicali. e' cos¡ che si dovreeebbe affrontare una musica (da noi chi ascolta ska non si metterebbe mai a ballare una bachata... e non sa cosa si perde)

domani partiamo per le cascate di agua azul e di misol ha. ho visto delle foto impressionanti. e poi palenque, un sito maya immerso nella giungla...

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giovedì, 24 febbraio 2005

CRONACA DI UN VIAGGIO NELLL'ALTRO MONDO

oggi sono in un altro messico.

CHIAPAS

14 ore di viaggio in autobus con l'aria condizionata che ti martellava addosso...

2200 metri di altitudine. all'arrivo abbiamo dovuto tirar fuori i maglioni di lana che avevamo messo in aereo... ma, per fortuna, al sorgere del primo sole abbiamo potuto rimetterli nello zaino. perc' certo qui non c'e' il clima dei caraibi...

Siamo a San Cristobal De Las Casas, al centro del Chiapas, tra le montagne. qui tutto e' diverso, perfino la lingua sembra differente. la gente ha tratti somatici mai visti, le case sembrano piu' ricche e piu' ordinate ma in realta' solo in centro.

e poi c'e' un'invasione (soprattutto la mattina, nella zona del mercato) di indios tzotzili. attorno alla citta' di San Cristobal vivono in piccoli villaggi dove il tempo sembra si sia fermato.

nel pomeriggio abbiamo preso un combis, pulman collettivo, e siamo andati l¡. il piu' alto e' un metro e cinquanta, ma in pochi raggiungono quell'altezza. vestono con pelli di pecora, grossi tessuti colorati, la faccia e' piena di rughe, le ossa visibili attraverso il vestiario. di denti ce ne seono pochi e i capelli sono ispidi e nerissimi. sono indios che ancora vivono nel loro mondo, dove non esiste il cellulare ne' la tv... forse sono analfabeti. ma del resto a che gli servirebbe leggere? quando non ricamano qualche oggetto da vendere agli occasionali turisti e quando non cucinano o coltivano la terra, li trovi nella chiesa, l'edificio piu' alto e piu' grande del paese. l'unico che possa chiamarsi "edificio".

entrati nella chiesa siamo rimasti di sasso. al posto delle panche ci sono aghi di pino che ricoprono tutto il pavimento. al posto delle cappelle ci sono degli scafandri di legno contenenti statue di plastica o di ceramica di dei cristiani, riadattati ad una specie di culto da santeria. attorno alle cappelle lucine colorate da albero di natale e carillon. ogni statua ha al collo uno specchio che riflette l'immagine di chi la guarda. e ai piedi, in adorazione, indios tzotzili pregano litanie cantando e bevendo birra o sprite per ruttare: il rutto ti libera dai peccati. e mentre si prega si donano offerte, si sgozzano polli nel tempio e si beve acquavite. il tutto condito da centinaia di migliaia di candele e candeline che infuocano la penombra della chiesa.

uno spettacolo che non si dimentica facilmente.

Postato da: creativamente a 01:44 | link | commenti (6) |

martedì, 22 febbraio 2005

oggi sono a merida, in italia sono ormai le undici. qui sono appena le tre del pomeriggio. e fa un caldo da schiattare. in citta', poi, si avverte di piu'.

merida e' una citta' completamente diversa da quelle viste fino ad ora. e' toccata da un turismo diverso rispetto a quello della costa, molto piu' curioso. come sono io...

anche l'albergo dove siamo finiti (questo) e' particolarissimo e lo consiglio a tutti. gestito da un vecchio signore un po' checca, amante dell'arte e degli artisti, ha riempito camere e hotel di opere d'arte, d'antiquariato e veri pezzi trash, in un insieme molto molto affascinante...

e merida e' cos¡. molto moderna, una capitale culturale, ma allo stesso tempo una citta' che vive del suo passato coloniale, con le case appena fuori dal centro che cadono a pezzi.

da vedere il mercato... (soprattutto il banco delle carni, tappandosi il naso e proteggendosi dai mosquito)

ieri siamo stati a chichenitza, il sito maya per eccellenza. al mio ritorno le foto.

stasera prendiamo un autobus per san cristobal de las casas, la citta' principale del chiapas. arriviamo domattina dopo un viaggio di 12 ore...

poi non sappaiamo ancora dove andare. oggi abiamo pensato di fare un salto nel Belize passando per il Guatemala... ma va capito come si passano le frontiere velocemente.

e' l'ora della cerveza (la Sol es la mejor).

¡hasta luego!

Postato da: creativamente a 23:08 | link | commenti (1) |

domenica, 20 febbraio 2005

oggi sono a Cancun. una citta' assurda, costruita a tavolino.

negli anni settanta si cercava un posto nel mexico dove costruire un grande centro turistico per decongestionare acapulco.

oltre a cancun la scelta poteva cadere su altri centri lungo la costa fino a chetumal.

a decidere e' stato il computer  calcolando la temperatura dell'aria, quella dell'acqua, lo spazio per costruire...

oggi cancun e' un enorme centro di divertimenti per americani...

voi direte: e che ci fai li'? stasera arriva mio fratello. domani partiamo per chichenitza e  in serata andiamo a dormire a Merida. cancun e' una citta' di passaggio. comunque da vedere, seppure poco messicana...

Postato da: creativamente a 18:44 | link | commenti (4) |

sabato, 19 febbraio 2005

d'un tratto ho scoperto di saper parlare lo spagnolo con un vastissimo vocabolario. ringrazio i vari ricky martin, chenoa, cheyenne, bisbal, gloria estefan. senza dimenticare paola e chiara e gigi d'alessio...

quando esta noche tramonta il sol... monamour monamour (e imparo pure il francese...)

Postato da: creativamente a 23:47 | link | commenti (2) |

venerdì, 18 febbraio 2005

eccomi. al volo. da un centro internet a playa del carmen (Quintana Roo, Mexico). se esco da qui e faccio trenta metri sono su una spiaggia caraibica bianchissima. palme. mare azzurro e trasparente. qui e' quasi ora di pranzo. e dopo pranzo una tequila digestiva. e dopo la tequila un salto a Tulum, alle rovine maya.

questi primi giorni sono stati all'insegna del riposo e del divertimento. snorkeling tra pesci tropicali, bagni in caverne maya (cenotes), moto nella jungla, catamarano. E poi le cose piu' strane, come un bagno con uno squalo. Ma e' la vita in generale che qui e' diversa. si fa tutto con calma. un po' troppa per i miei gusti.

domenica cambio di compagnia. Lascio il mio caro amico Giorgio (che fa qualche giorno a cuba), e arriva mio fratello zeno. con lui, zaino in spalla, biglietto del pullmann alla mano, gireremo una parte del messico.

vorrei andare nel nord dello yucatan, poi una capatina in chiapas, con un paio di giorni sul pacifico, a puerto angel o puerto escondido.

vedremo.

alla prossima

Postato da: creativamente a 19:56 | link | commenti (3) |

sabato, 12 febbraio 2005

parto.

ho deciso così. all'ultimo. è il modo più bello di partire.

tutto nato da una chiacchierata con un amico qualche giorno fa. Ha appena finito di lavorare al Ristorante e tra poco parte per la Fattoria. in mezzo ha un buco. per fare vacanza. io da due anni non ne faccio (intendendo come vacnaza almeno una settimana senza lavorare, una settimana in cui puoi partire e andare).

così ho chiesto alla produttrice del io programma. e parto.

destinazione: MEXICO! 

parto domattina. scalo a philadelphia. arrivo a cancun. facciamo qualche giorno di mare a Playa Del Carmen, per recuperare le forze.

Mare. Palme. Sole. Per recuperare le forze.

Poi faremo sicuramente un giro dello Yucatan per le rovine Maya.

epoi via con l'autobus lungo le strade del Messico. Vorrei fare un paio di giorni a Città del Messico

e poi chiapas e poi chissà...

poi si torna a casa...

spero di riuscire a tenervi aggiornati via internet.

e non fate quella faccia da invidiosi! Auguratemi buon viaggio...

Postato da: creativamente a 14:19 | link | commenti (10) |

venerdì, 11 febbraio 2005

oggi ho passato tre ore (TRE!) della mia vita in metropolitana per andare avanti e indietro da un posto che avrei raggiunto facilmente con due fermate di treno urbano. ma il treno non c'era perchè c'era sciopero.

odio gli scioperi.

non ho mai scioperato e mai lo farò nella mia vita.

trovo che sia una cosa incivile e vile.

Postato da: creativamente a 16:38 | link | commenti (8) |

mercoledì, 09 febbraio 2005

penso che ci siano film belli e film brutti.

e altri che non riesco a giudicare. perchè magari le aspettative sono tante, troppe. perchè ho visto il film in condizioni sbagliate. o con le persone sbagliate. perchè...

oppure perchè, come mi è successo l'altro giorno, hai passato buona parte del film a pensare a quanto il suddetto film fosse pieno di pecche ma, quando il film finisce, e ti trovi per le strade fredde della grande città, ritorni a pensare.

e ti  emozioni.

ci sono "situazioni" irrisolte nella vita di ognuno di noi. persone cui avresti voluto dire qualcosa di più. chiarimenti ricercati e mai avuti. forse mai ricercati. o forse già avuti (ma non lo sai). emozioni che uno considera ormai lontane. persone che non si vedono più. non si sentono più. persone cui pensi a volte (o spesso). persone lontane, ormai lontanissime. ma che sai che da un momento all'altro potrebbero tornare nella tua vita e, in un qualche modo, sconvolgerla. e ne sei attratto. e le respingi. ma ne sei attratto. le cerchi e le vuoi mandare via. cerchi il loro numero sulla rubrica del cellulare. come per vedere se esistono ancora. poi però non chiami. guai. mai. guai. magari un messaggio. "ma non ora, dopo"

poi un film visto per caso, che non centra (forse) niente con la tua vita, ti fa decidere di tornare a casa dal cinema a piedi invece che prendere un taxi, o l'autobus, o farti accompagnare da qualche amico.

e casa è lontana. ma il freddo della notte in un modo o nell'altro ti risveglia e fa riposare le emozioni. (o le alimenta?)

alla fine, quando con le dita fredde fai girare la chiave nel portone, pensi che te ne sei già dimenticato.

(ma non è così)

il film che ho visto era "Ma quando arrivano le ragazze?" di Pupi Avati

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sabato, 05 febbraio 2005

oggi riflettevo con degli amici che non vedevo da tempo sulla scena teatrale romana.

noi ci siamo formati tutti in una prestigiosa scuola per teatranti milanese, la "Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi", se vogliamo dirla con la dicitura ufficiali.

a me hanno insegnato a scrivere il teatro, a loro hanno insegnato a recitarlo. un teatro particolare quello che si fa lì, sicurament i qualità.

oltre che studenti siamo stati anche spettatori. decine e decine di spettacoli all'anno. morbosamente io tenevo un diario di tutti gli spettacoli che vedevo. 165 nei tre anni di scuola. aiutato dal fatto (non secondario) di avere accesso praticamente gratuito a tutti gli spettacoli.

da quando sono arrivato a roma ho diminuito il tempo che dedico al teatro. un po' perchè mi sono fatto un "palato" più esigente e seleziono ciò che vedo, un po' perché ho neno tempo, ma soprattutto perchè la scena teatrale romana è pessima. escluso qualche teatro (ad esempio il valle, o il vascello, o l'india, o alcune cose dell'eliseo e pochi altri), per il resto la scena è imbarazzante. anche a MIlano vedevamo cose brutte. Brutti testi, brutte regie e brutta recitazione. roma però batte tutti. con una scena ricca di decine e decine di teatri, presenta commediole inutili, mal recitate, pseudo televisivi. e oltre a produrre poco si acquista poco. Clamorosa la'ssenza delle produzioni di Ronconi e del Piccolo.

e alla fine preferisco andare a vedere un film o un nuovo reality show.

Postato da: creativamente a 21:16 | link | commenti (3) |