creativamente

Ci sono cose che vale la pena raccontare. E altre che sono più interessanti.

Contatore

visitato *loading* volte

mail

gionapeduzzi(at)gmail.com

 
venerdì, 03 luglio 2009

Mancano 22 giorni al matrimonio. Inizio a pensarci un po' troppo durante la giornata...

Postato da: creativamente a 17:53 | link | commenti (2) |

giovedì, 25 giugno 2009

Sono le 20:30 e il sole è ancora indeciso se tramontare o no, indugiando sul mare e colorando il cielo a poco a poco di tinte diverse.

Il mio piccolo aereo da trenta posti (quasi tutti liberi) si lascia le montagne alle spalle e punta dritto veso il mare, come preferendo quella pista infinita rispetto alla piccola lingua di asfalto di Fiumicino. E mentre punta verso Ovest sorvoliamo piano la città. Voliamo bassi e ci lasciamo in alto le poche nuvole che riempiono il cielo sopra Roma.

Per primo riconosco lo Stadio, poi le spire del Tevere, ed ecco Villa Borghese e Piazza del Popolo piena si stand dal tetto bianco e poi Via del Corso e Piazza di Spagna.

L'aereo vira verso destra e ora non vedo più il cielo ma soltanto la città. L'isola Tiberina, Piazza Venezia, i Fori Imperiali. Attraverso la velocissima elica di metallo che (magia!) sostiene, in coppia con la sua amica, quella piccola macchina volante, riconosco il Colosseo e: Eccolo! Il tetto di casa mia!

Con una virata dolce giriamo verso il sole e la città non la vedo più; e dal mare ancora verso la terra, mentre il sole quasi quasi si nasconde.

Ecco la pista. Ci avviciniamo piano.

Rullaggio.

Postato da: creativamente a 13:05 | link | commenti |

venerdì, 12 giugno 2009

Ma quanta fortuna ci vuole affinchè la ciabatta infradito, portata con disinvoltura in metropolitana, scivoli decisa e rapida dal piede sudaticcio, esattamente nel momento in cui la donna, sui 40 portati male, affronta il passo decisivo che dal mezzo di trasporto conduce alla banchina sotteranea su cui si aspetta o si arriva, finendo, la scarpa suddetta e non la donna, nella fessura di dieci centimetri circa che conduce dritto alla fossa dei binari, lasciando la denudata al piede con un palmo di naso, naso proteso verso la fessura che diventa baratro allo spostarsi del mezzo per scoprire la perduta abbandonata tra i binari?

Ci vuole tanta fortuna, ma ancora più fortuna ci vuole per assistere alla scena e ottenere una carica di ilarità per affrontare la giornata...

Postato da: creativamente a 18:10 | link | commenti |

mercoledì, 10 giugno 2009

Ormai da qualche giorno è on line il nostro blog di nozze, con il racconto del nostro viaggio, i link agli hotel, qualche foto di Giava, Papua e Bali, le indicazioni per arrivare alla chiesa e qualche altra cosa, come un paio di foto di Varenna, il piccolo gioiellino dove ci sposeremo.

Qui aggiungo anche qualche foto del Piroscafo Concordia, la barca dove faremo il pranzo dopo il matrimonio.

DSCN1911 da murrus.

Nella colonna a destra c'è anche la possibilità di lasciarci dei messaggi d'auguri, in basso sulla pagina principale la possibilità di partecipare alla Lista Nozze.

Postato da: creativamente a 23:07 | link | commenti |

martedì, 02 giugno 2009

Sono in Egitto. Un po' per caso, un po' controvoglia.

Sono nel Sinai, in uno di quei posti dove mai avrei pensato di andare, il numero mille nei luoghi dove sognavo di mettere piede: Sharm El Sheik.

Ci sono capitato perchè ho vinto un concorso e il volo doveva essere usato entro questo mese. Fino al giorno prima sono rimasto incerto sul da farsi, partire o non partire, soprattutto per il fatto di dover partire da solo. Il biglietto vinto, infatti, era per una sola persona. Non perchè mi spaventi viaggiare da solo, quello no, non sarebbe certo la prima volta, ma sostanzialmente per due motivi: il primo perchè sono stato in Egitto l'anno scorso e l'ho visitato in lungo e in largo e Sharm e dintorni non offrono niente che possa io comprare con il mio soldo giornaliero di curiosità, secondo motivo, e più importante, è il mio matrimonio imminente. Non devo preparare niente, ma mi è dispiaciuto partire e lasciare la mia futura moglie, ormai da un bel po' un pezzo di me, a casa. E più del dispiacere è, ora, la mancanza, acuita dalla noia delle giornate tutte uguali sulla costa del Mar Rosso.

Ma nonostante la malinconia cerco di godermi queste giornate in cui mi sveglio, gioco forza, troppo presto. Faccio colazione al ricco buffet dove tutto ha lo stesso sapore (e lo stesso lo avrà alla cena) e mi incammino verso la spiaggia, a cinque minuti dall'Hotel. L'albergo è davvero bello, nuovo, con ambientazione Araba, dal nome vagamente coloniale (Hotel Oriental Rivoli) così come vagamente coloniale è l'aria che si respira tra copie di quadri orientaleggianti e pezzi da quattro soldi comprati al mercato di Sharm.

Tra le piscine dell'Hotel si muovono soprattutto i russi che qui hanno soppiantato gli italiani che avevano occupato la città per trent'anni. Chi lavora qui e ha già dei figli grandi parla perfettamente l'italiano e i suoi dialetti, chi di figli non ne vuole ancora sentir parlare conosce almeno i rudimenti di russo e sa come si serve una vodka fatta bene. Tempi che cambiano...

Naama Bay è un non luogo che potrebbe essere ovunque, con i suoi bellissimi hotel schierati uno dopo l'altro, le palme, i giardini innaffiati, i bar, i ristoranti e i locali orientali che si ispirano più agli equivalenti europei che non a quelli che realmente popolano l'oriente, cioè l'angolo di là della strada.

In spiaggia spadroneggiano muscolosi russi tozzi e bianchicci, con grossi baffi e costumi firmati. Accanto a loro donne di ogni classe sociale, abbastanza carine fino ai vent'anni, decisamente mostruose sopra quell'età. E tra gli ombrelloni è tutto un spalmarsi di creme ad alta protezione, mentre l'altoparlante rovescia sulla spiaggia annunci in inglese, russo e, a volte, italiano (alle 11, tutti i giorni, la partita di pallavolo con il derby Italia vs Russia)

Passeggio dalla mia spiaggia, la prima della baia, fino all'ultima, quella del bellissimo Iberotel. In venti minuti di cammino mi fermano almeno in dieci, proponendomi le stesse escursioni (e domani vado a fane una al parco nazionale in barca, forse anche per evitare che me lo chiedano per l'ennesima volta). Accanto alle donne arabe (poche e non egiziane) coperte dalla testa ai piedi con l'abito tradizionale (le povere) o con una tutina aderente sintetica tipo muta da sub (le ricche), spopolano occidentali in tanga e, a volte, topless, non curanti non dico del rispetto del buon gusto (non si tratta certo di modelle nè di ragazze carine) ma almeno della cultura del luogo...

Mentre sto per arrivare alla fine della lingua di spiaggia, dove alla sabbia grigia si sostituisce quella gialla dell'Iberotel che ha coperto gli scogli con un po' di deserto portato a camionate, mi volto. E vedo un fiume di ombrelloni e sdraio e gente e barche e escursioni.

Penso che non ci tornerò mai più in questo angolo di mondo, e questa volta (per la prima volta in un mio viaggio) senza nessuna tristezza...

Postato da: creativamente a 19:47 | link | commenti |

lunedì, 01 giugno 2009

Postato da: creativamente a 19:57 | link | commenti |

mercoledì, 27 maggio 2009

E anche quest'anno è stato 48 hour film project... Un progetto mondiale in cui bisogna scrivere girare e montare un cortometraggio in 48 ore, basandosi su un genere, un personaggio e una linea di dialogo dati in precedenza.

Il genere che ci è capitato quest'anno è stato "Detective / Cop" e quello che ne è risultato si intitola "Sano o Salvo" per la regia di Alessio Muzi,  la mia sceneggiatura e la grandissima prova d'attore di Christian Letruria.

Il mini film è una scarica di adrenalina ambientata in un manicomio, con tanto di interrogatorio, poliziotto e morto ammazzato.

Bello, davvero bello.

Per chi fosse interessato a vederlo venerdì dalle 18 all'Aula Magna del Rettorato dell'Università La Sapienza di Roma verrà proiettato cn gli altri in concorso. In serata ci sarà la premiazione, io mancherò, ma ci saranno quasti tutti quanti. Per chi invece potesse frenare la propria curiosità, tra poco sarà su youtube e su questo blog.

Intanto qualche foto ancora...

Postato da: creativamente a 21:27 | link | commenti (2) |

domenica, 10 maggio 2009

Lo scorso wekend sono tornato ad Atene, dopo esserci stato nel 1999 e nel 2000 e portandomi dietro il ricordo di una città piena di grigio e di smog, caotica e disordinata.

Questa volta ci ho trovato una colina fiorita con in cima l'Acropoli ed alcuni dei monumenti più importanti dell'antichità e attorno un brulicare di stradine antiche, circondate dalla più lunga passeggiata pedonale del mondo, una strada stracolma di bancarelle e ristorantini che dal Tempio di Zeus arriva fino a Monastriki e alla Plaka.

Ci siamo sistemati in un piccolo hotel modesto ai piedi del Partenone e dal nostro letto si vedeva l'acropoli, bianca di sole al mattino e arancione di tramonto la sera.

Il terzo giorno abbiamo affittato una macchina per girare l'Attica con i finestrini abbasati e l'aria calda che girava in macchina.

Un weekend bello, di quelli che ti rigenerano, con la persona che sto per sposare...

Postato da: creativamente a 17:25 | link | commenti (1) |

giovedì, 16 aprile 2009

Immagini dal mio viaggio in India, in un racconto dove la religione si prende in giro e la vita di tutti i giorni si mescola al sacro in maniera imprescindibile. Nel'unica nazione al mondo dove convivono ghirlande e malattie, morti e bambini, con l'obiettivo ultimo più difficile: smettere di rinascere nel mondo e vivere una vita eterna lontano da qui.

Postato da: creativamente a 10:06 | link | commenti (1) |

mercoledì, 11 marzo 2009

Tra poco compio 29 anni e se fossi come Benjamin Button adesso potrei contarmi i capelli in testa e le rughe sulla faccia, ci vedrei poco e farei fatica a camminare, ma sarei già felice come uno che ha quell'aspetto. Ho tutto quello che una persona può sognare di avere e soprattutto ho le tasche piene di sogni e progetti che sono certo di realizzare prima che, sempre se fossi come Benjamin Button, mi venga l'acne e si rinfoltiscano i capelli.
Tra poco compio 29 anni e ringiovanisco un po', anche se forse sento di più il peso delle responsabilità e degli impegni per il futuro. Sento il peso, ho detto, ma è un peso che fa stare bene, un peso essenziale per essere felici. Un peso che protegge e fa da casa.
Come il peso del guscio sulla schiena di una lumaca.

Postato da: creativamente a 17:42 | link | commenti (2) |

mercoledì, 11 febbraio 2009

Nella nuova casa sto iniziando una nuova vita, e anche se ancora tutto è provvisorio e ci sono più cose negli scatoloni che fuori, anche se al posto del letto ci sono due brande, anche se non c'è una connessione internet, non si vede la tv, non ci sono mobili e ancora tutto è sottosopra, mi sento davvero bene. Tra pochi giorni si trasferisce anche Mariachiara e dai primi di marzo inizieranno ad arrivare i mobili. Per prima arriverà la cucina, di legno scuro e vetri azzurri, poi sarà la volta della libreria, un piccolo capolavoro che ci siamo regalati, un pezzo di design a forma di albero, con tanto di scala di legno a pioli per raggiungere i ripiani più alti e cogliere i frutti impolverati.

In ordine sparso ci raggiungeranno dalla Brianza dei mobili recuperati qui e là: dei vecchi divani degli anni '60 di Cassina che abbiamo rifoderato e ringiovanito, la vecchia scrivania di legno di mio padre, un tavolo di Saarinen, delle sedie, etc...

Stamattina all'alba i trasportatori dell'Ikea hanno già scaricato delle mensole e una scarpiera che stasera o domani monteremo.

E la casa a poco a poco prenderà vita.

Postato da: creativamente a 19:20 | link | commenti (3) |

sabato, 24 gennaio 2009

Gli ultimi giorni sono stati di cambiamento, e di cambiamento saranno anche i prossimi mesi. E in queste giornate c'è stato poco spazio per internet, nella nuova casa, a due passi dal Colosseo, al Celio, ancora non ho una connessione web e in ufficio lavoro troppo per avere tempo per fermarmi e mettere assieme due pensieri che valga la pena raccontare.

Mi piace svegliarmi nella nuova casa, anche se per ora, ancora per poco, sono da solo. Mariachaira tra poco si laureerà e mi raggiungerà con i suoi scatoloni che si aggiungeranno ai miei lungo il corridoio e nel soggiorno vuoto. Poi, tra poco, arriverà la nuova cucina, la mia vecchia scrivania che prima ancora era di mio padre, e poi i divani e qualcos'altro che ancora non sappiamo...

Sono felice, e non solo per la casa.

Non vedo l'ora di sistemare ogni cosa per poter invitare tutti quanti a trovarci.

Postato da: creativamente a 18:25 | link | commenti (2) |

venerdì, 26 dicembre 2008

E un altro Natale è passato, con le pance piene e i bicchieri vuoti ombrati di vino ora tornato alla terra filtrato da noi.


Stamattina qui in Brianza il sole timido e freddo ha trovato la neve a ricoprire le cose, e con sforzo sovrumano sta cercando di scioglierla, combattendo con il freddo che in questi giorni ha accompagnato le feste.

La casa è vuota, o almeno sembra. I genitori partiti per un viaggio, i fratelli dormono e dormiranno fino a tardi.

Bevo un po' di caffè e penso a quanto è bella la vita, se la sai prendere bene.

Sono felice. E vi faccio gli auguri.

Postato da: creativamente a 10:55 | link | commenti (3) |

sabato, 13 dicembre 2008

E' da un po' che non passo da qui, ma sono un assente giustificato. Sono in un momento di svolta della mia vita, una bella svolta.

Da quando l'ho detto in giro ho visto facce stupite, altre incredule, altre commosse, tutte felici.

Io e Mariachiara ci sposiamo, dopo quattro anni insieme, nessun giorno escluso.

Qualcuno ci dice che siamo giovani, che io non ho nemmeno trent'anni e lei appena venticinque, che potremmo vivere comunque felicemente il nostro rapporto, che non c'è nessun bisogno del matrimonio.

Lo pensavo anche io, ora non lo penso più e i motivi non li so nemmeno io.

Ci sposiamo a  luglio, probabilmente sul Lago di Como.

Tante le cose da organizzare ma la più importante è la nostra casa. L'abbiamo trovata in affitto al Celio, a due passi dal Colosseo. Piccola, luminosa, da riempire delle nostre vite che iniziano ora un nuovo corso...

Grazie a tutti quelli che in questi giorni ci hanno riempito di auguri e lacrime di felicità che si sono mescolate alle nostre.

Postato da: creativamente a 13:36 | link | commenti (11) |

giovedì, 27 novembre 2008

Il Leopold Cafè è uno dei locali più frequentati di Mumbai. Giovane e frizzante, ha l'aria che profuma allo stesso tempo di Curry e Ketchup, e sui tavoli servono alternativamente pollo indiano e hamburgher con patatine.

Ci sono stato un paio di volte, con dei ragazzi che ho incontrato in città. Il Cafè si trova nel cuore di Colaba, il quartiere frequentato dai turisti e dai giovani trendy.  E' difficile trovare un posto al Cafè Leopold, bisogna fare la fila, e i tavoli sono sempre pieni di gente e di vita.

Ieri ci hanno messo una bomba. E una anche nel Taj Mahal Hotel, l'albergo più famoso della Nazione, lussuoso lascito coloniale, frequentato da ricchi e ricchissimi di tutto il pianeta. E altre bombe un po' ovunque, per attaccare i turisti. I morti sono molti. Moltissimi i feriti.

Ma se tornassi a Mumbainon mi farei scappare per nulla al mondo una cena al Cafè Leopold con la sua atmosfera così cosmopolita e allo stesso tempo autentica. Alla faccia delle bombe...

Postato da: creativamente a 20:06 | link | commenti (1) |